Inserito da Robiberna il 13/05/2010 alle 9:48 AM nella sezione Blog
Di solito si parla di preparazione, tabelle, allenamenti.
Ma quando si ottiene un risultato appagante, dopo 3 mesi di impegno costante quasi senza distrazioni, subentra, nel mio caso, un periodo di abbandono fisico e mentale, di imponderabile lunghezza ed intensità.
Come gestire questo periodo?
Meglio fissare una data più o meno precisa di ripresa, in previsione di prossime gare, o lasciare che sia il fato a dare l'imput scatenante?
Complici le abbondanti piogge, ed un mal di schiena fastidioso, da circa 15 giorni (dopo Trieste) sono alla deriva, corricchio 8-10 km. due-tre volte a settimana, senza inpegno, abbastanza svogliato...penso rientri nel ciclo abituale del podista.
Il guaio è che un paio di kg. si sono appiccicati subito al mio corpicino affamato, ed il protrarsi di questa situazione sarebbe dannatamente pericolosa.
Ho bisogno di essere spronato....e voi?
Qualcuna/o mi aiuti !!!
Stasera faccio 10 km. in montagnetta, giuro!
Robiberna La corsa può darci tanto.
Tanto da farci capire che non può darci tutto
Inserito da Robiberna il 11/04/2010 alle 10:23 AM nella sezione Blog
Avevo scelto di dedicarmi, da gennaio, più alla corsa che a Bacco.
Avevo deciso di provare a tornare a correre una Maratona.
risultato: 3:18:59, con passaggio alla mezza in 1:39:55.
Più regolare di così non potevo andare.
Ho assaporato di nuovo il piacere di correre spingendo dall'inizio alla fine, tagliando il traguardo sorridendo, non strisciando come a Venezia e Firenze dell'anno scorso.
Tutta un'altra storia, nemmeno un metro camminando.
Nessuna enfasi: la Maratona è una corsa, lo scopo è di finirla nel più breve tempo possibile, e per farlo ci si deve dedicare tempo ed amore.
950 km. dal primo gennaio a sabato 10 aprile.
Non essendo un talento naturale, ogni miglioramento è sudato, e quindi maggiormente gustato.
A volte non ci pensiamo, ma le possibilità di adattamento del corpo umano sono sorprendenti anche in età non più verdissima, se associate ad una alimentazione non sregolata.
Non so a Milano, ma a Parigi l'organizzazione è perfetta, aiutata anche da una giornata serena, un po' ventosa.
Il percorso è leggermente ondulato, ma non penso influisca pesantemente sulla prestazione.
Unico piccolo neo, i km. dal 36 al 41 nel Bois de Boulogne, senza troppa gente, ma non mi è pesato: ieri avrei corso così anche senza pubblico.
Piccola concessione della vigilia: un paio di bicchieri per festeggiare il compleanno ma, a quanto pare, non hanno influito negativamente.
Ora il difficile è far durare questo stato di grazia più a lungo possibile, perdendo ancora quella manciata di kg. che potrebbero aiutarmi a tornare, di nuovo, sotto le tre ore: oso pensare che non sia impossibile.
Ringrazio tutte/i coloro che mi hanno messaggiato prima e dopo la gara, chi mi ha accompagnato negli allenamenti, ed auguro ai bostoniani di godere la loro Maratona come l'ho goduta io.
Saluti a tutte/i.
Robiberna La corsa può darci tanto.
Tanto da farci capire che non può darci tutto
Inserito da Robiberna il 30/03/2010 alle 10:18 AM nella sezione Blog
E' tempo di Maratona: le gambe fremono.
Qualche numero:
Da gennaio i km. percorsi e la dieta analcolica hanno ridotto il mio peso di 5 kg.: posso ritenermi soddisfatto, mi restano due settimane per rifinire.
Ieri ultimo lunghissimo di 38 km., tre ore e venti minuti, buone sensazioni.
Domenica scorsa mezza di Vigevano, 21.097 mt. alla media di 4'28"/km., andatura che riuscivo faticosamente a tenere nelle prime campestri di gennaio.
Pungolato dal mio Franzgelo custode, che, per non perdere troppi punti nel computo dei km. totali, ha da poco piazzato una bella 100 km., sono riuscito a mantenere una discreta media (853 km. in 87 giorni), vicino ai 10 km. al giorno che mi ero prefisso.
Nessun risentimento muscolare, nessun infortunio, a parte l'hoffite di un mese fa' che ancora mi infastidisce, ma, fortunatamente, non mi ha fermato.
E, soprattutto, ho ritrovato una rinovata voglia di correre.
In gennaio avevo tabellozzato per Parigi un 3:29, ma, visto come mi sento ora, azzarderei un 3:25 scarso, a costo di essere presuntuoso.
Giovedì ho in programma una yassata : vi farò sapere se il risultato dei 10x800 corrisponderà al tempo finale.
Ovviamente correrò la Maratona con scarpe leggere...
L'anno è iniziato bene, sono fortunato.
Ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci.
Robiberna La corsa può darci tanto.
Tanto da farci capire che non può darci tutto
Inserito da Robiberna il 15/03/2010 alle 6:44 PM nella sezione Blog
La parte più dura dell'allenamento mattutino è quel tratto, della durata di circa un minuto, in pendenza e quasi al buio fra il letto ed il bagno, passando per le scale.
Alle 05,30 il mondo è assente.
Fatico a capire cosa mi spinge fuori dalle coperte, ma è inutile farsi troppe domande a quell'ora: rischierei di cedere alla tentazione di tornare al tepore del letto appena abbandonato.
Quindi scendo le scale con le ginocchia scricchiolanti, e, dopo una rapidissima sosta in bagno, mi vesto da uomo mascherato e sfido il buio ed il freddo esterno.
...ma mi piace.
Alle sei la strada è calma, tutta per me, e me la godo.
Prendo lo spunto da questo pensiero per tentare di addentrarmi in riflessioni più complesse, alle quali stento ad abituarmi.
Sono trascorsi due mesi e mezzo dal 7 gennaio, da quando ho deciso di dare una brusca sterzata al mio modo di allenarmi, coinvolgendo pesantemente un altro fattore rilevante: l'attenzione a tavola.
Ma è possibile che sia arrivato al punto che non mi interessa quasi più il piacere che può dare un buon piatto, accompagnato da buon vino?
E' possibile che siano bastate poche settimane per modificare sostanzialmente la mia richiesta di piacere?
Sono così facilmente malleabile (da me stesso) o è solo una situazione passeggera, che sfumerà alla prima tentazione?
L'interesse verso l'obiettivo del miglioramento delle prestazioni (non penso sarebbe bastato lo jogging della salute a motivarmi) ha modificato drasticamente la mia concezione di piacere.
A tavola bevo acqua; solo qualche mezzo bicchiere per aggregarmi al brindisi... ma il mezzo bicchiere mi dura un'eternità, ci pucio le labbra.
La cosa mi stupisce, ma non ci metto certo la mano sul fuoco che potrà durare a lungo.
La mente, è lei che comanda, potrebbe prendersi gioco di me.
La mente è fissa sull'obiettivo, e ciò mi preoccupa.
Potrebbero essere entrate in gioco altre implicazioni?
Corro o fuggo?
Non mi addentrerò in grovigli dell'anima non ancora sciolti, rischierei di andare fuori tema.
Robiberna La corsa può darci tanto.
Tanto da farci capire che non può darci tutto
Inserito da Robiberna il 02/03/2010 alle 10:22 AM nella sezione Blog
Mi piacciono le chiacchere del pre-gara, nel traffico caotico prima della partenza della Maratona: aiutano a stemperare la tensione.
Avete mai fatto caso al comun denominatore della conversazione?
Alla classica domanda "come va"? ecco le più frequenti risposte :
"mah, sono quì per un lungo, in preparazione alla Maratona di..."
"ho ripreso da due mesi, dopo anni ed anni di stop causa infortunio"
"sto bene grazie, ma non vorrei forzare, ho il tendine che mi fa male"
"stamattina proprio non va, ho dormito malissimo"
"stavo benissimo fino a 5 minuti fa, ma mi sento pesante, non ho ancora digerito. Spero di non vomitare in gara"
"ho le gambe talmente legnose... punto solo ad arrivare"
Mai, ma proprio mai nessuno che ti dica: oggi sto da dio, sono in forma spettacolare, zero infortuni da mesi, tiro a tutta e punto al personale, senza indugi.
Ammettiamolo: noi podisti siamo falsi come giuda, tendiamo sempre a pararci il culo, giustificando a priori una eventuale defaiance in gara.
Falsi, come i ciclisti... tranne il Franz.
Lui non si lamenta mai, non cerca mai scuse, indomito guerriero della fatica (che tanto, poi, non esiste, come disse qualcuno)
Da tempo lo stuzzicavo con la proposta di un allenamento assieme, ed alla fine ci sono riuscito.
Il Franz, convinto trailer, purista dello sterrato, adoratore dei sassi e delle radici sporgenti, si è fatto convincere a trascorrere quasi tre ore correndo sul grigio asfalto del naviglio,
calmo e piatto.
Ha dovuto per forza arrendersi, con quel suo sorriso disarmente a duemila denti: deve correre la cento della Brianza, un po' di asfalto dovrà pur ingoiarselo!
Non è stato facile: ho dovuto accettare le sue condizioni proibitive di orario.
Il ragazzo si è presentato fuori dal portone di casa mia alle 07.15, annunciandosi con un sms che ho letto dieci minuti dopo.
Lui, si sa, è un guerriero-gentiluomo; mai avrebbe voluto svegliare la Manu con una telefonata.
Precauzione non necessaria, dato che la signora si era già svegliata con me un'ora prima un po' contrariata, ed era già impegnata ai fornelli.
Partiamo alle 07.30, decisi a correre fino a Boffalora, e rientrare entro le 10,15.
Nessuna lamentela per le oltre due-ore-e-mezza di corsa, tranne un piccolo accenno al fresco delle sette e mezza (ma non si può parlare di lagna)
Compagno ideale dell'allenamento, temprato dalle lunghe ore valdostane con gente montagnina che se rallenti ti molla e ti manda un orco a recuperarti, forse.
Soddisfatti dell'allenamento, le gambe stanche quanto basta, ma non spossate, riflettiamo su quanto possa presentarsi più leggero lo stesso allenamento fatto in due
invece che in solitaria, anche se, da soli, intervengono altri stimoli mentali.
Ritorno più veloce di 10" al km, come da manuale.
Mi accorgo solo ora di aver collegato l'argomento chiacchiere col Franz, tutto l'opposto.
Forse sembrarà sconclusionato e poco scorrevole questo pezzo, ma non ho voglia di modificarlo (tanto mi sa che non legge nessuno; scrivo per me, una sorta di diario),
e non ho voglia di soffermarmi troppo su dettagli personali (in un mese non ho perso nemmeno un etto di ciccia...sarà ancora dovuto al fattore dell'incremento della massa magra?)
Solo un accenno ai km: 530 in due mesi.
Marzo sarà fondamentale, nessuna scusa, l'undici aprile non è così lontano.
Alla prossima...statemi bene, anzi, benissimo!
Robiberna La corsa può darci tanto.
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Inserito da Robiberna il 22/02/2010 alle 3:51 PM nella sezione Blog
Che non è un corpo goffo, o almeno, non solo.
Il corpo di Hoffa (Albert Hoffa era un medico di origini tedesche) è uno strato di grasso situato subito dietro al tendine rotuleo.
La sua funzione è sia di tipo "shock-absorber" sia di scorrimento per il tendine rotuleo.
Ne deriva che, quando il tendine rotuleo "sfrega" per numerosi cicli contro tale corpo adiposo, quest'ultimo si infiamma irrigidendosi, causando la cosidetta hoffite.
Avrei preferito si fosse irrigidito l'omonimo cavernoso; ma esso, causa brusco calo della libido, non ne vuole sapere.
Ognuno si irrigidisce dove può...
Quindi da una settimana sono affetto da hoffite.
Dolore più o meno intenso, che appare appoggiando l'arto sinistro in estensione, tipo un pizzicotto dentro il ginocchio.
La cosa strana del corpo infiammato è che duole solo in estensione completa; correndo ed appoggiando la gamba leggermente flessa non mi crea grossi problemi.
Ma devo prestare attenzione, specialmente su tratti in discesa, procedendo col culo ancora più basso del solito, evitando di stendere la gamba per frenare.
Ed è in questo stato di attenzione che ho trascorso il finesettimana.
Sabato al cross nel Parco di Monza, i soliti 6 km. a tutta, con due brevi tratti in discesa, chiusi a 4'12" di media; domenica sulla ciclabile del canale Villoresi, 16 km. di fondo lento, un po' affaticato, oltre che dal cross, dalla nottata carnevalesca.
Dopo 4 settimane di astinenza alcolica mi sono concesso un week-end spumeggiante, tanto per non impigrire troppo il fegato, facendogli ricordare gli antichi fasti.
Da oggi di nuovo astinenza.
Ho come la sensazione di aver corso un po' troppo in questi due mesi; non so se insistere, accumulando stanchezza e km. che potrebbero tornarmi utili più avanti, o se rallentare e rifiatare, dando modo a muscoli e tendini di tornare reattivi.
La prossima gara programmata sarà il 21 marzo, a Vigevano, quindi penso proprio che insisterò, rifiatando più avanti, poco prima di Parigi.
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Inserito da Robiberna il 16/02/2010 alle 5:21 PM nella sezione
Saper ascoltare i segnali del corpo, i messaggi della mente.
Rallentare, senza scoraggiarsi per un finesettimana stanco.
Valutare la velocità, in prossimità di una curva, per evitare di finire fuori strada: questioni di equilibrio.
Quell'equilibrio cercato da anni, spesso snobbato, segreto di una vita serena, ora mi sembra meno irraggiungibile.
E si ripresenta l'antico dilemma: forzare l'allenamento, per allenare la volontà, o adeguarsi alle sensazioni di stanchezza, accettando di buon grado i segnali fisici che il corpo propone?
Il week-end è trascorso tranquillo.
Niente gare, nessun affanno per tenere il ritmo,
ho corso in solitudine, poca voglia di fare fatica, ma non sono stato fermo.
Mi sono limitato a correre a sensazione, senza cronometro, rientrando a casa quando mi sono sentito stanco, anzi, stufo.
Per ora, equilibrio raggiunto.
Anche a tavola, nella quarta settimana di astinenza alcolica, limitandomi, per due cene fuori consecutive, a mezzo bicchiere di vino.
Sto diventando troppo misurato: chissà se sabato prossimo, ultimo di Carnevale, tornerò agli antichi splendori.
Robiberna La corsa può darci tanto.
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Inserito da Robiberna il 08/02/2010 alle 11:32 AM nella sezione
Perseguire un obbiettivo significa mirarlo con la testa, focalizzarlo e vederlo, anche materialmente,
aiutandosi con immagini reali, appiccicate quà e là,
in casa ed in ufficio, per non distrarsi.
Ed ecco la mia foto, all'arrivo della mia migliore Maratona, resuscitare dall'oblio e tappezzare l'armadietto del mio ufficio; copia dell'originale che riappare anche in cucina, a vegliare sulla tavola imbandita, per non farmi deragliare dal binario dell'attenzione.
Espedienti semplici, ma efficaci.
Non devo lasciarmi distrarre da tentazioni alcolico/gastronomiche, se voglio percorrere la strada con attenzione, gratificato da risultati appaganti.
Il corpo non mi concede più eccessi.
E tutto diventa più facile, le avversità di percorso prendono la forma del divertimento, la fatica non è più un limite, ma uno stimolo.
Ieri, al Trail di santa Cristina, anche la ripida scalinata posta sadicamente a 2 km. dall'arrivo, che in altre situazioni avrei stramaledetto, mi è parsa come una dolce china da scavalcare, giusto premio dopo quasi tre ore di neve e fango fra le colline novaresi.
Stavo bene, mi sentivo leggero, le gambe rispondevano ai rapidi cambi di ritmo, reattive al fondo sconnesso; nemmeno i piedi inzuppati dal guado alla caviglia mi hanno impedito di gustarmi la mattinata: basta non pensarci, tanto poi si asciugano.
E' sorprendente come l'approccio mentale possa cambiare così drasticamente nel giro di poco tempo.
Ma non mi illudo, troppe volte l'entusiasmo iniziale si è trasformato in una resa incondizionata.
Per ora mi sta andando tutto bene, senza fastidi ed infortuni; la testa è motivata, ed ho scoperto che si può pasteggiare ad acqua minerale, per tre settimane consecutive, senza dare segni di squilibrio.
La foto all'arrivo della Maratona, col tempo ben stampato sopra, veglia su di me.
Alla prossima
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Inserito da Robiberna il 02/02/2010 alle 10:43 AM nella sezione
Vi siete mai visti nelle foto in gara?
Io sì: mi sembro indecente.
A parte la coscia simile ad un prosciutto di Parma, ho notato un atteggiamento quasi di implosione, come se il corpo, specialmente il capo, tendesse all'indietro, incassato nelle spalle, con poca propensione all'avanzamento.
L'atteggiamento è quello di un goffo ometto di mezza età che vuole farsi una sgroppatina per togliersi un po' di ruggine.
Ma io non vorrei vedermi così!
Vorrei vedermi leggiadro, quasi sfiorare il terreno con falcate ampie ed efficaci, assecondate dal movimento elegante delle braccia... utopia?
Quindi penso: se, oltre ad incrementare chilometri e velocità provassi a rendere più fluido il corpo e la mente, riducendo attrito e fattori limitanti, per cercare di ottimizzare il consumo fisico e mentale, evitando le tensioni?
Ne gioverebbe la prestazione, oltre all'estetica?
Correre meglio serve a correre più veloce?
Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni, le vostre esperienze in merito.
Anche un motore Ferrari in una carrozzeria dal cx penalizzante andrebbe meno veloce e consumerebbe di più.
Lungi da me paragonarmi ad una Ferrari, però penso che, lavorando maggiormente sulle tensioni interne, potrei correre più fluidamente, con conseguente miglioramento delle prestazioni, riducendo al minimo il rischio di infortuni.
Sono state scritte pagine e pagine su questi argomenti; basterebbe mettere in pratica ciò che i nostri illustri maestri ci suggeriscono,
evitando di ascoltare le sirene che ti sussurrano suadentemente "ma dai, chissenefrega, mica devi vincere l'Olimpiade..."
Ed io ci voglio provare.
Nel frattempo, continua la mia astinenza alcolica: due settimane.
Mi sento strano, leggero, il recupero è migliorato, corro più facilmente, ed ho perso due chili (ora peso 70,8).
Mi spiace doverlo ammettere, ma senza alcol si corre meglio.
In gennaio ho percorso 280 km: la sfida continua; se la testa tiene, fisicamente dovrei reggere.
Vi terrò informati.
Robiberna La corsa può darci tanto.
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Inserito da Robiberna il 27/01/2010 alle 5:18 PM nella sezione
Che sapore ha la rinuncia?
L'effervescenza delle bollicine di un Brut?
L'intensità di un Cabernet barricato?
Il torbato di un puro malto?
Potrei continuare, ma è meglio che mi fermi, per non svegliare le mie papille assopite ed il mio fegato incredulo, dopo una settimana (sisi, avete letto bene, UNA settimana) completamente senza alcol.
Saltato il giovedì milanese post-corsa, schivato il venerdì sera, mi sveglio sabato mattina
fresco e riposato, pronto per il cross pomeridiano: 6 km abbondanti, alla media di circa 4'30".
Resisto pure alla cena di sabato sera, dribblando agilmente con finte e veroniche gli ammiccanti aperitivi e le voluttuose bottiglie piazzate in mezzo alla tavola.
Che sapore ha la rinuncia?
Sto tentando di darle un sapore di sfida.
Gli amici esterefatti, che mi invitavano a fregarmene dei miei buoni propositi, e ad alzare beatamente il gomito, rappresentavano uno stimolo per resistere.
Ed io ho resistito... benebene.
Domenica mattina sveglia alle 05,50 per la mezza di San Gaudenzio, a Casalbeltrame, piccola località sperduta nelle campagne novaresi.
Nonostante avessi dormito solo 4 ore, mi sveglio abbastanza fresco, grazie all'astinenza alcolica
della sera precedente.
Freddo boia, parto prudente a 5 al km. per poi incrementare nella seconda metà gara, finendo in 01:40:07, media 4'45", e, soprattutto, affatto stravolto.
Ho trascorso indenne la prima settimana.
Sono soddisfatto, ma devo ancora tentare di capire il senso del mio comportamento.
Nel mio primo blog ho parlato di buone intenzioni, di obbiettivi, che mi si sono presentati senza forzature, spontaneamente.
Il difficile arriva adesso, quando metto sul piatto della bilancia la soddisfazione per i progressi ed il peso della rinuncia ai piaceri di Bacco.
Dovrò imparare a mediare, ma arrivare a dei compromessi per me è sempre stato parecchio difficile.
Alla prossima.
Robiberna
La corsa può darci tanto.
Tanto da farci capire che non può darci tutto.