La corsa è il filtro attraverso il quale noi runners guardiamo la vita.
In questo blog Franz Rossi condivide con gli amici alcune riflessioni più o meno giornaliere...
Un grazie speciale a Pietro Landriani per l'ispirazione
Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 02/09/2010 alle 9:09 AM nella sezione Blog
Ci sono gesti che fai meccanicamente, situazioni che vivi per abitudine. Ma sei riesci a prestare attenzione sono forieri di piccole soddisfazioni.
La giornata di ieri è stata tutta impostata così...
Ad iniziare dalla corsetta del mattino, fatta in compagnia dei vecchi amici. Ritmi blandi, aria frizzante. Poi cappuccio e brioches in attesa che apra il campo sportivo, la doccia, e la bellissima sensazione di aver già fatto molto che ti accompagna mentre guidi verso l'ufficio.
La sera, prima di andare a casa, un passaggio al negozio per acquistare un paio di scarpe nuove. Il piacere di scegliere quelle con la calzata giusta, l'odore di nuovo, i consigli del venditore che ascolti anche se hai già in mente cosa vuoi, l'elasticità della suola che non ha ancora mai calcato il terreno.
Piccoli gesti di sempre.
Piccoli doni di una giornata qualunque.
Franz I'm not going anywhere,
I'm just enjoying the track
Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 01/09/2010 alle 2:12 PM nella sezione Blog
Una gara stregata.
Terzo anno che la vedo partire, due anni che parto anch'io, e mai poter passare sotto l'arco dell'arrivo, mai poter godere dell'emozione della musica.
Però si impara.
Quest'anno ho imparato tanto...
che la solitudine è libertà
che l'amarezza è lo sfondo ideale per far risaltare le emozioni
che il nostro corpo si rigenera in cinque minuti al caldo
che si deve vivere l'hic et nunc ma bisogna ampliarne i confini
E ho imparato a fare il seitan. Che non c'entra nulla con la corsa, ma che può allargare i miei orizzonti culinari.
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 24/08/2010 alle 9:55 AM nella sezione Blog
Questa è la settimana dell'UTM - Ultra Trail du Mont Blanc, 4 gare che si svolgono in contemporanea intorno al re delle montagne europee.
PTL (La Petite Trotte à Léon) 240km, 18.000 D+
parte martedì 24 agosto alle ore 22
CCC (Courmayeur-Champex-Chamonix) 98km, 5.600 D+
parte venerdì 27 agosto alle ore 10.00
TDS (Sur les Traces des Ducs de Savoie) 111km, 7.000 D+
parte venerdì 27 agosto a mezzanotte
UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc) 166km, 9.500 D+
parte venerdì 27 agosto alle 18.30
Un sacco di amici al via, e tra i tanti ci sarò anch'io, sulla corta, ovviamente.
L'anno scorso non l'ho finita, sono stato fermato a Vallorcine dopo 80km.
Quest'anno parto con due consapevolezze, quella di conoscerla e quindi di sapere come affrontarla e quella di non avere lo stesso allenamento dell'anno scorso e quindi di dover essere più prudente.
Ma ormai è troppo tardi per pensare ad allenarsi. I giochi sono fatti.
E' come essere presi da un'onda e sapere che puoi solo lasciarti trascinare.
Bisogna abbandonarsi alla forza dell'acqua e fidarsi di lei.
Ci vediamo domenica a Chamonix
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 04/08/2010 alle 5:34 AM nella sezione Blog
Che strano effetto fa essere in giro per il mondo in fusi orari diversi.
Ieri sera ho messo la sveglia all'1:30 del mattino.
E' normale, considerando che sono a Kuala Lumpur. Ma chi lo spiega al mio corpo?
Dopodomani sarò di nuovo a Milano e spero di riuscire ad andare alla presentazione del libro di Marco Frattini a Livigno.
"Vedere di corsa e sentirci ancora meno" è il romanzo d'esordio di Marco. Lo ha affrontato di petto e lo ha scritto come un diario di un anno di vita.
Vale la pena leggerlo. Venerdì 18 agosto presso la biblioteca di Livigno alle 21 sarà possibile acquistare anche una copia autografata...
:-)
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 22/07/2010 alle 10:14 AM nella sezione Blog
Non ridete. Non scandalizzatevi.
E' proprio così, i contenuti di questo post non sono adatti per i minori di 35 anni. Semplicemente perché non lo capirebbero...
Uno dei pericoli dell'estate è il mal di schiena.
Sei lì boccheggiante nella notte, con la finestra aperta per far entrare un filo d'aria, steso nudo sul letto, con il lenzuolo del materasso che si avvinghia alle gambe e un sottile velo di sudore che ti imperla la schiena.
L'aria della notte entra e ti ghiaccia il sudore: refrigerio. Si può dormire...
Poi al mattino dopo hai la schiena bloccata e fai fatica ad uscire dal letto. Non vi succede? Vi avevo detto di non leggere, siete ancora troppo giovani.
Così stamattina alle 6.20 ero in Montagnetta con l'idea di sfruttare il fresco (24 gradi) per fare un progressivo.
Parto piano per scaldarmi e per farmi passare l'intorpidimento post notte. Faccio fatica, mi sembra di sforzarmi ma il mondo attorno a me si muove troppo lento.
Primi due km in 12'44" - non ci posso credere, 6'20" al km?
Secondo giro da 2km, 11'40" beh molto meglio, un lussuoso 5'50"/km
Intanto il sole si alza oltre l'orizzonte e con lui i gradi segnati dal termometro sopra la bretella della tangenziale.
Terzo giro: 27 gradi e 10'27". Mi sembra di andare al massimo e invece sono a 5'15"/km. Forse è meglio non sforzare, devo fare ancora 4 km. La temperatura sale ancora e inanello un altro giro sempre a 5'15".
Poi il miracolo. Parto per il sesto ed ultimo giro. Questa volta quando incrocio per la terza volta un podista che corre nel senso contrario gli sorrido ("io tra un po' ho finito!"), quando inizia la discesina spingo invece di lasciarmi portare, quando esco dallo sterrato e torno sull'asfalto cerco di correggere la mia postura e, finalmente, all'edicola che è il segnaposto da dove si fa l'allungo finale, lascio andare le gambe...
9'30". Adesso sì che si ragiona.
Micro doccia alla fontanella, rimonto in macchina e vado a fare colazione e doccia a casa.
Mal di schiena? Ci vediamo domattina.
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 08/07/2010 alle 8:45 AM nella sezione Blog
Un allenamento da solo, in montagna.
Mi sto inselvatichendo.
Una volta pensare di uscire da solo per un'ora era impensabile. Adesso provo quasi sollievo quando i compagni abituali devono declinare l'invito.
Valmadrera sopra Lecco, sotto i Corni di Canzo.
Parto leggero, senza acqua (ché so di trovare delle fontane) senza bastoncini o zaino.
Ma ho il cuore e la testa pesanti per la giornata, per i pensieri, per le tensioni.
Mentre salgo il cuore accelera e inizio a sudare copiosamente. Con il sudore lasciano il mio corpo anche le tensioni e prima la testa e poi il cuore si alleggeriscono.
Salgo per quasi un'ora prima di giungere alla selletta che so essere la base per l'ultimo tratto di salita. Il sole sta scendendo ma ho ancora almeno due ore di luce, anche se nel bosco l'oscurità sembra iniziare prima.
Un altro sforzo e gli alberi si aprono, poco sopra di me vedo il prato di Pianezzo dove c'è il rifugio SEV. Le nuvole coprono il sole basso e trasformano la luce dandole una luminosità strana, quasi come se passasse attraverso un vetro smerigliato.
Esattamente in quel punto si compie la trasformazione. Ho scaricato tutte le energie negative salendo, da quel momento in poi mi limiterò a fare il carico di sensazioni pure. Mente e cuore spalancati assorbono tutto.
Salgo ancora fino ai 1300 metri della sella dei Corni e una coppia di corvi mi saluta dal cielo. E' il primo suono che sento da oltre un'ora, sotto di me si apre la pianura con i capannoni industriali, i ripetitori tv, e lontano il baluginio del lago.
Scendo veloce, salto le rocce, mi lascio andare nei tratti con gli aghi di pino. Mi fermo a bere alla fonte di Fo, l'acqua fresca e buonissima mi risveglia nuove energie e in un attimo sono di nuovo a San Tommaso e poi all'auto.
Niente male per un tranquillo mercoledì sera lavorativo...
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 06/07/2010 alle 10:41 AM nella sezione Blog
Ci sono momenti speciali in cui i pianeti si allineano e smettono di girare alla rinfusa, in cui il vento smette di soffiare e si ferma intorno ad un tavolo ad ascoltare.
Una serata tra amici in montagna, tra essi due miti assoluti delle prove estreme: Bruno Brunod, che corre dove gli altri arrampicano e Roberto Ghidoni, l'uomo che sfida i cani da slitta sull'Idita Road.
Incredibili le similitudini di questi due uomini, dall'infanzia al rapporto con i genitori, dalla fame di esplorarsi al desiderio di provare il loro valore.
Qualche bicchiere di vino e le lingue si sciolgono e svelano particolari ancora più personali che li accomunano.
Me ne sono andato con la convinzione che il corpo può sorreggerti, ma è la testa e il cuore che ti fanno grande.
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 05/07/2010 alle 9:44 AM nella sezione Blog
Ci sono dei punti di riferimento, nella vita, cui è difficile rinunciare.
Una di queste è il mio amico Geo
Geo è un amico incontrato per la corsa.
Ci si è conosciuti prima via internet e poi di persona in una gara qualche anno fa.
Poi abbiamo iniziato ad allenarci con regolarità insieme e per un lungo periodo, alle 6 del mattino, ogni lunedì, mercoledì e venerdì, incrociavamo chiacchierando lungo i sentieri della Montagnetta.
Ma nella vita le cose cambiamo: io mi sono dedicato di più alla montagna e alle corse lunghe, lui - complice un periodo di assestamento post trasloco - ha accorciato le distanze e si è dedicato agli aspetti più epicurei della corsa.
Ci siamo persi un po' di vista, ma sapevo che il lunedì il mercoledì e il venerdì lo avrei trovato.
Questo weekend di caldo spossante, dopo un sabato in Grigna (le montagne sopra Lecco), domenica ho ceduto dopo solo 30 minuti.
Stamattina avevo bisogno di un buon motivo per alzarmi dal letto e affrontare il caldo. Ma ho pensato che oggi è lunedì e che Geo sarebbe stato al suo posto.
Ne è uscita una bella corsa in gruppo, oltre a Geo c'erano altri amici catalizzati dalla sua presenza. Abbiamo corso insieme e chiacchierato. E un'ora è volata.
Nella vita è bello avere punti di riferimento, io ho Geo...
Franz I'm not going anywhere,
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Inserito da franz.rossi@quickfox.eu il 02/07/2010 alle 9:26 AM nella sezione Blog
In questi giorni di afa, correre richiede uno sforzo molto maggiore, sia fisico sia mentale.
Così mentre il cuore batte più veloce, mentre i piedi sembrano di piombo e le gambe di cemento, è la testa che deve sobbarcarsi un lavoro in più per spingerci a completare l'allenamento.
La soddisfazione per aver finito è molto maggiore. E il premio della doccia è apprezzato come non mai.
L'ideale sarebbe poter nuotare. Fare un bel bagno nel lago dopo un trail è un piacere paragonabile a pochi altri.
Se ad attenderci dopo il bagno rigenerante c'è poi una bella birra fresca...
Franz I'm not going anywhere,
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