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La salita più dura

Inserito da franz il 23/04/2012 alle 07:21 nella sezione Corsa

I gesti vengono naturali, figli di una lunga abitudine.
La borsa nel bagagliaio, la tessera del campo, il doppio nodo alle scarpe.
Poi sei fuori, nell'aria frizzante di una domenica mattina di aprile.
Saluti i corridori che incroci mentre provi a mettere a fuoco le sensazioni.

Solo tre giorni fa, al primo allenameno con gli amici, mi ero reso conto che il loro riscaldamento era una velocità limite per me.
Quattro mesi senza correre hanno lasciato il segno, non solo sulla bilancia, ma anche in forza muscolare, in fiato.
Otto chilometri finiti a fatica, banfando. E il giorno dopo un'eredità di dolorini dappertutto.

Allora ho deciso che era il caso di rimettersi in careggiata.
Meglio recuperare un po' di forma correndo da solo, senza limitare gli altri e senza esserne trascinati.

Come unico nuovo e silenzioso compagno quell'indolenzimento al ginocchio che si fa sentire durante i primi venti minuti e che ho deciso di trascurare.
Non è dolore, mi dico.
E penso a tutti i discorsi sull'ascoltare il proprio corpo.

Alla fine, dopo averne corse tante, in gara e in allenamento, penso di poter dire che la salita più dura è quella che ti porta fuori da un infortunio...

Franz
I'm not going anywhere,
I'm just enjoying the track

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Commenti
  • LAMBERT 23/04/2012 alle 13:39:05 rispondi
    ma franz lo sai che sarei venuto volentieri a correre con te la domenica mattina!! tra l'altro nelle mie condizioni fisiche sarei stato io a frenarti!!!ben tornato amico
  • franz 23/04/2012 alle 16:22:07 rispondi
    Slow Foot
    Altro che tricotraco, qui ormai finiamo come i profeti dello slow foot

    So che posso contare su di te, è su di me che conto poco (per adesso)...