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Vivere l'aMoRe

Inserito da franz il 24/06/2012 alle 08:21 nella sezione Corsa

Sabato si è corsa la Monza Resegone e gli organizzatori mi hanno chiesto un piccolo intervento da inserire nel libretto di presentazione della gara.
Ecco quanto avevo scritto...
In onore di coloro che, per una notte, hanno vissuto la magia della MoRe.


Da che parte iniziare a raccontare di una corsa che ti ruba l'anima?
Se state leggendo questo mia breve riflessione allora vuol dire che sapete cos'è la Monza Resegone.
Se l'avete già corsa allora sapete anche cosa significa per voi.
Se siete così fortunati da non averla mai corsa... beh allora vi auguro di cuore di godervela dal primo secondo in poi.

Il nome Monza Resegone viene spesso contratto in MoRe, quindi si sprecano i giochi di parole sulla MoRe che diventa l'aMoRe.
Ma è proprio così.
C'è un'aria strana, magica, che si respira dal primissimo momento quando, come dei carbonari, si organizza la squadra e ci si iscrive.
L'ansia di essere tra i partenti, i soprolluoghi sul percorso, gli allenamenti insieme, le verifiche sullo stato di forma, la consegna dello zaino e l'estrazione dell'ordine di partenza.
E poi le magliette personalizzate ad hoc, la pianificazione della logistica, il reclutamento della squadra d'appoggio, l'osservazione del meteo e, finalmente, un sabato sera d'estate ci si trova attorno all'Arengario in piazza a Monza.

E' come la festa di un matrimonio, salvo che la coppia è un terzetto e che i festeggiati sono centinaia.
Gli occhi brillano, le mani si levano festose a salutare volti noti, ci sono i pluriveterani che reciprocamente si dicono "Come va?" e si rispondono "Bene, anche quest'anno siamo qui".
C'è la cittadinanza di Monza (così come poi si incontreranno quelle dei molti paesi che si attraversano) che si riunisce amorevole intorno a questi pazzi in pantaloncini che scelgono di andare a piedi sul Resegone invece che in automobile.
E' una gara dal cuore antico, da oltre 50 anni questo rituale si ripete.
E il pubblico si ricorda quando il papà l'aveva corsa con gli amici del bar, e di quella volta che si saliva marciando in quattro con gli scarponi da alpino, e di quel giovane talento locale che ha vinto già undici edizioni o delle ragazze brianzole che hanno sfidato anche gli uomini e spesso li hanno battuti.

La voce dello speaker annuncia i cinque minuti.
Solo trecento secondi prima dell'apertura delle danze, le squadre femminili sono già tutte sotto il portico, partiranno per prime, seguite a ruota dalle squadre miste ed infine dalle triplette degli uomini.
Sale il vocio, si moltiplicano i flash delle macchine dei curiosi, degli amici e, immancabili, quelli dei fotografi ufficiali.
La Monza Resegone è una gara democratica: ognuno ha diritto ai suoi 15 secondi di gloria, 15 secondi sono - infatti - quelli che passano tra la chiamata sul podio della partenza e il via.
Sali sul podio, tieni per mano i tuoi compagni, gli occhi si perdono nella folla che ti guarda, 3...2...1... via.

E' come tuffarsi nell'acqua gelata, ti toglie il fiato, ti rigenera.
Poi inizi a muoverti, ritrovi la serenità dei gesti abituali e il calore del movimento.
Parti tra due ali di folla che ti spingono, ti acclamano.
Dopo poche centinaia di metri, appena passato il ponte, finalmente la strada si dipana davanti a voi tre soli, un lungo nastro buio di 42 chilometri.

L'avventura è iniziata.
Durerà una notte intera.
E la mattina dopo, tornati da soli nelle proprie case, vagherete ancora intorpiditi dal sonno e dalla fatica, guardando con nostalgia il braccialetto di concorrente che vi serra il polso.
Lo ruoterete, vi giocherete un po', cercando di riprovare quelle incredibili sensazioni.

Mi spiace io oltre non vi posso accompagnare.
E' l'aMoRe, non bastano le parole, bisogna viverla.

Franz
I'm not going anywhere,
I'm just enjoying the track

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Commenti
  • Francesco 25/06/2012 alle 09:41:09 rispondi
    .. un'avventura
    :)