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Solito allenamento in compagnia del martedì, ma ieri ho rivisto Andrea.
Andrea è un amico che negli ultimi due anni aveva fatto faville, ritoccando i personali su tutte le distanze del mezzo fondo.
E soprattutto con un sorriso smagliante ogni volta che lo si incrociava.
Ieri mi raccontava che quest'anno non girava bene da un punto di vista atletico, una serie di infortuni più o meno piccoli lo avevano tenuto fermo.
Persino nello stretching post allenamento si era procurato uno strappetto alla pianta del piede che lo aveva obbligato ad un paio di giorni con stampelle.
E mi confidava che la moglie, che prestissimo lo renderà papà, era un po' in ansia a causa di questi suoi continui infortuni.
Filosoficamente commentava: "Bisogna prendere le cose come vengono: un anno gira bene, un anno no!
Bravo Andrea! - pensavo - Capace di affrontare con il sorriso anche i momenti di difficoltà...
Poi ho iniziato a correre, chiacchierando con gli amici, ma intanto riflettevo su come un periodo buio per Andrea diventasse un periodo di maggior serenità per sua moglie.
Meno allenamenti (se non ti fai contagiare dalla depressione da privazione della corsa, tipica di noi runners) significavano più tempo per lei e per il nascituro.
C'è un grande equilibrio naturale in tutto ciò.
Poi stamattina ho letto una frase in un libro.
Si parlava di inalienabile diritto alla vita ma non si spiegava chi era titolare di questo diritto.
Mi sono ritrovato a pensare che ogni essere vivente ha diritto alla propria vita. Uomini, animali, piante.
E il diritto di uno è limitato dal diritto degli altri: ho diritto alla mia vita se non metto a repentaglio il tuo diritto alla vita.
Funziona, ovviamente, tra esseri umani. Ma che dire del rapporto Uomo-Animale?
In Natura è tutto molto semplice: un individuo viene ucciso per sfamare altri individui.
Dicono che sia spietato, ma in fondo non lo è. E' lo stesso equilibrio naturale di cui parlavo prima.
Siamo noi uomini che alleviamo esseri viventi in condizioni pazzesche per poi ucciderli e nutrircene.
E lo facciamo senza alcun rispetto per la vita che sacrifichiamo.
Non pensate che il mio essere vegetariano detti queste mie parole.
Sono turbato dalla facilità con cui - una volta in più - rompiamo l'equilibrio naturale.
Ma se accettiamo che questo accada per i polli, le mucche, i maiali, se ignoriamo il disequilibrio che stiamo inserendo nell'ecosistema, chi andrà biasimato quando la Natura rimetterà tutto in ordine e cercherà un nuovo equilibrio a nostro discapito?
Franz
I'm not going anywhere,
I'm just enjoying the track
