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Ritratti di Campione

Inserito da franz il 07/08/2012 alle 08:45 nella sezione Corsa

Nella giornata in cui l'Italia sportiva processa (ex post) Alex Schwazer dividendosi tra colpevolisti e innocentisti, io preferisco lasciare che il CONI faccia il suo mestiere, auspicando che le regole siano applicate con la massima severità: tolleranza ZERO contro il doping.
Ieri sera, tra la partita del Settebello e il match di Cammarelle, mi sono goduto un po' di atletica spettacolo.

Si dice che sia la regina dello sport, certamente bisogna dire che tante sfide, tante emozioni, condensate in un anello di 400 metri e in poche ore sono difficili da trovare fuori dallo stadio di atletica.
Non avendo atleti italiani per i quali tifare (tanto si sa che in fondo nessuno di noi riesce ad essere obbiettivo quando gareggia un azzurro) ho potuto osservare con un certo distacco le finali.
Le facce degli atleti sono uno spettacolo nello spettacolo. E ieri in particolare mi hanno conquistato due grandi vecchi: Elena Isinbaeva e Felix Sanchez

Finale del salto con l'asta femminile.
Dopo l'eliminazione delle altre concorrenti restano in gara la statunitense Jennifer Suhr (che vincerà), la cubana Yarisley Silva che giungerà seconda equagliando il record cubano e la signora del salto con l'asta, la russa Elena Isinbaeva.
Tre donne, tre battaglie portate avanti con uno stile personale: l'americana discute con il coach/marito fino a litigare, la cubana sembra partire ad ogni tentativo come un cavaliere medioevale che caricava lancia in resta.
Poi c'era lei: due volte campionessa olimpica, due volte campionessa del mondo, una serie lunghissima di record mondiali alle spalle.
E' amata dal pubblico per il suo carisma. La complicata fase di concentrazione, con il volto coperto dalla visiera del cappellino o, come è accaduto ieri, dalla coperta che l'avvolgeva tutta, fanno parte del personaggio così come il gesto nervoso con il quale spruzza dell'antiscivolo sull'impugnatura dell'asta.
E' una dea dell'atletica: bella e vincente.

Ieri la sua immagine avrebbe potuto appannarsi. Ha sbagliato tre volte su misure che (persino nel primo salto di ieri) supera agevolmente: 4.75 e 4.80.
Invece è riuscita a contenere l'amarezza. Ha salutato il pubblico dopo il terzo errore con uno sguardo che sembrava chiedere scusa per non essere stata all'altezza della sua fama. Con uno sguardo in cui tremavano le lacrime di rabbia e delusione.
Dopo la gara è andata a congratularsi con le prime due, accettando umilmente anche di essere messa a lato, oscurata dalla bellezza della vittoria.
La grandezza di una Campionessa che perde...

L'altra finale da brivido è stata quella dei 400 ostacoli maschile.
La gara ha rispettato i pronostici con due atleti a contendersi il titolo: Angelo Taylor statunitense e Felix Sanchez della Repubblica dominicana.
Il primo è campione olimpico nel 2000 a Sidney e nel 2008 a Pechino, il secondo ha vinto l'oro nel 2004 ad Atene.
Fino all'ottavo ostacolo tutto procede come da pronostico, poi Tayolr tocca con il piede la barriera e si sbilancia all'indietro. Perde una frazione di secondo che in una gara così è tutto.
Sanchez vince, secondo oro olimpico dopo 8 anni. Incredulo e felice toglie il pettorale e scopre una foto davanti alla quale si inginocchia.
E' Fiona May, commossa, a raccontarci la storia. Nella foto ci sono i nonni di Sanchez (che sta per compiere 35 anni), la nonna è morta lo scorso anno, ma lui ha voluto correre con la loro foto sotto il pettorale perché gli trasmettessero la loro energia.
Durante la premiazione, dal cielo londinese scendeva una pioggia leggera e Felix non riusciva a contenere le lacrime, pensando alla nonna che piangeva quella pioggia sottile dal cielo...
La fragilità di un Campione che vince...

Due storie di segno opposto ma di significato comune: il Campione è prima di tutto un Uomo.

Franz
I'm not going anywhere,
I'm just enjoying the track

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